Io e Falco

Di Falco sono amico e vi posso dire liberamente che cosa penso di lui.

E’ una persona semplice, diretta e schietta. Ha un carattere forte e karismatico quando si tratta di portare i valori di Damanhur, di cui è Ispiratore e fondatore, dall’altra è timido e delicato nell’approccio più amichevole. Ha uno spirito giocoso e umorista, a volte anche un po’ “perfido”, soprattutto quando gioca a risiko…… come capita a tutti cambia spesso umore e non ricorda tante volte le cose che gli hai detto un’ora prima. In tutto questo dove sta l’illuminato, l’uomo del futuro, il portatore di conoscenza? Basta guardarsi attorno quando si arriva qui da noi: è la stessa esistenza di Damanhur la testimonianza della sua illuminazione. Ha avuto la forza di credere in un sogno così tanto da portare con se persone, eventi, RISULTATI. Ha portato conoscenze, ricerche, linguaggi, idee, contribuito enormemente alla crescita di un modello sociale che oggi è preso come esempio positivo da tantissime persone e organizzazioni di livello. Soprattutto NON HA MAI SMESSO DI CREDERCI, oltre ogni più ottimistico pronostico. Ha investito in Damanhur e dato fiducia  a tutti quelli che sono arrivati negli anni, alle loro idee e iniziative, altro che sfruttatore o plagiatore dei Damanhuriani!!!  chi se ne è andato da Damanhur e oggi gli sputa addosso dalla rete lo sa benissimo e ha usufruito della sua disponibilità quando era qui…

Lui ancora crede e va avanti, un po’ acciaccato forse ma non molla. Per me un esempio come il suo, aldilà di tutti i difetti di carattere che può avere, è un esempio di vita unico, abbastanza da renderlo “maestro” di vita per quanto mi riguarda, anche se questo appellativo non gli è mai piaciuto e gli fa venire i peli dritti……

15 pensieri su “Io e Falco

  1. Ho avuto modo di partecipare, di venerdì ad un incontro che Falco ha tenuto con diverse persone non damanhuriane. Non credevo che un personaggio del suo carisma avesse un contatto così diretto con le persone, lo immaginavo un po’ “guru da comunità”. Invece, per quell’oretta che ci ha dedicato, ha risposto con passione a tutte le domande poste, non ha glissato su quelle che potevano sembrare più maliziose ed ha mantenuto un filo di coerenza con tutto il discorso che ha fatto. Ciò che mi è rimasto nel cuore però è stato un senso di potere sulla vita, come se attraverso le sue parole, volesse dirci che tutto è possibile e che i sogni si possono realizzare, che tutto dipende da noi e da nessun altro. Io non credo che potrò mai fare una scelta di vita radicale come quella dei damanhur, ma credo che questo insegnamento pratico, non troppo filosofico, possa, nella società odierna, aiutare a trovare dentro se stessi la strada allo sviluppo personale.

  2. Credo che Falco sia un personaggio scomodo in un’Italia così cattolica, non si spiega altrimenti il fatto che a livello internazionale sia apprezzato da politici e personaggi di rilievo, da organizzazioni che riconoscono il buon operato di Damanhur (quindi indirettamente a Falco stesso che ne è stato e ne è ancora oggi il principale fautore), e che invece sia oggetto di critiche così aspre, al limite della calunnia, come quelle ospitate ad esempio del cesap, che millanta di essere un’associazione di ricercatori e invece è solo una manica di ignoranti al soldo della chiesa. Per fortuna che esistono cattolici illuminati, che non si fanno piegare dalla politica di regime, che non vuole dare spazio alle diverse realtà di ricerca spirituale che possono far perdere la “retta via” a chi vi si avvicina…

  3. Rieccomi, grazie Punto per il tuo post. Se penso che i più grandi innovatori della storia dell’umanità, sono stati spessissimo contrastati, combattuti, limitati nella loro azione, non posso che vedere ancora una volta come e quanto un pensiero di tipo rivoluzionario come quello portato dalla vostra guida, possa dar fastidio. Da Cristo a Martin Lutero, da Giordano Bruno Gandhi, possiamo vedere quanto i concetti di fratellanza, amore, unitarietà, eguaglianza, umanità, siano sempre stati soffocati nel sangue a favore di una verità assoluta appartenete al carnefice di turno.
    Credo che il sig. Falco non sia da meno ai personaggi che ho citato, ed evidentemente il suo messaggio infastidisce chi allora ed oggi, non vuole che questi principi possano diffondersi in modo esteso.
    La speranza che ho, è che questo Sig. Falco, possa continuare a fare il suo lavoro e che le sue parole, possano far risuonare quei principi che, sono convinto, albergano nel cuore di ogni essere umano.
    Ce ne fossero su questo mondo di persone così!

  4. Falco è, per me, la persona che con la sua parola e le sue azioni ha ingenerato in me la scomodissima idea di poter costruire una società nuova, con valori che rispondono dentro tutti gli umani (almeno), indistintamente.
    Può essere simpatico o no, e trovo che ciò sia irrilevante, posso dire personalmente che è una delle pochissime persone che conosco che mantiene quello che dice ed i valori dei quali è ispiratore.

  5. Falco lo conosco da tanti anni e non gli ho mai visto smettere di dare e di credere al sogno e di incitare sognare per costruire con i desideri un mondo vero. Gli ho visto dare amore a chi gli ha sputato in faccia e avere un’estrema pazienza ad accogliere sempre anche quando io avrei preso a sberle volentieri qualcuno. E’ un esempio di vita coerente fra ciò che dice e ciò che fa nei minimi dettagli della vita e per questo anche solo osservarlo è insegnamento.

  6. Prima di arrivare a Damanhur, sentivo parlare delle serate e di Falco, come un “vulcano in eruzione”, nel senso che appena cominciava a parlare, ti portava a ragionare, a collegare, ad associare, a pensare, insonma a creare con il pensiero. Per me Falco è poliedrico. Per me è anche una fonte di stimoli, opportunità. Certo, queste parole sono mie personali, ma è proprio così che lui (Falco), mi sollecità la crescita spirituale. Ho solo da ringraziare, anzi, da fare!

  7. La cosa che più mi colpisce di Falco è che ha più fiducia in me di quanta ne abbia, a volte, io stessa.
    Trovo anch’io che sia molto umano nei suoi difetti, ma è anche “illuminato” quando riesce a offrire agli altri sempre nuove occasioni di rilancio, senza giudicarli in base al passato!
    A volte penso che siamo più noi a metterlo su un piedistallo che lui a volerci stare! E’ una persona molto semplice, quando riesci a parlarci senza metterti in soggezione da solo.
    Di sicuro è una persona con una grandissima creatività!

  8. Come si può parlare in poche righe di Falco?
    Lo conosco da quasi 30 anni e lo considero non solo la mia guida spirituale ma anche un amico (e forse in questo sono un po’ presuntuosa…)
    Gli sono grata per tutte le volte che mi ha “spostato” intimamente dalla mia posizione, dandomi una visione più ampia delle cose, o semplicemente un’altra visuale; per gli stimoli continui di crescita da tutti i punti di vista.
    Ma soprattutto gli sono debitrice per uno degli spostamenti più significativi della mia vita.

    Un giorno, durante una chiacchierata, ad un certo punto mi domanda: ma tu non desideravi prendere una seconda laurea? Perché non ti informi di quanti esami dovresti sostenere, a quale anno ti iscriverebbero?
    Ho scoperto che gli esami erano moltissimi, che dovevo ripartire dal primo anno, ma –nonostante avessi già anche una specializzazione ed un buon lavoro- dentro di me si era riaccesa la grande insensata passione.
    E lui, che lo aveva capito forse prima di me, mi ha incoraggiata a ributtarmi nell’avventura, mi ha sostenuto nelle mie convinzioni quando alcuni damanhuriani me lo sconsigliavano, mi ha aiutato anche praticamente nei momenti di difficoltà, ha gioito con me per ogni traguardo superato.
    E’ stato anche grazie a lui che non ho mollato, neanche quando alla fine del terzo anno è arrivato a complicarmi ulteriormente e dolcemente la vita il mio secondo figlio…
    Man mano il pensiero ( e le azioni) di sostegno sono diventati sempre più forti, da parte di tutti i fratelli.
    Il risultato: laurea in corso, a pieni voti e dignità di stampa della tesi… alcuni mi chiedono se sono bionica, io rispondo che sono damanhuriana, non so se sono sinonimi!

    E anche questo non è stato un traguardo, ma solo l’inizio di una nuova avventura: un nuovo lavoro che chiede testa e cuore sempre uniti, capacità anche di visione laterale, non smettere mai di imparare, mettersi sempre in discussione… In pratica un cammino di crescita intima e spirituale che porto avanti anche insieme ad altri fratelli.

    Falco è un maestro di vita, penso che la mia piccola storia personale possa essere un esempio dei modi spesso anche indiretti con cui porta avanti il suo “lavoro”.

  9. Brava Valeriana, secondo me sei quella che ha detto la cosa più giusta. Falco dimostra in ognuno di noi una fiducia che noi stessi non abbiamo e questo fatto supera tutti gli altri perché ci permette di tirare fuori i talenti che altrimenti forse non esprimeremmo. Aggiungo che F è un esempio di dedizione assoluta a una causa,sempre pronto a rilanciare e a crederci.
    Poi, per il resto, lo dico a me come lo dico a tutti, stiamo attenti a non farne il Santo che non è, altrimenti diventerà come le colonne d’Ercole, inarrivabili e insuperabili, mentre il progetto di Damanhur è che tutti gli allievi superino il maestro, sennò che gusto c’è?

  10. Ma… e quando Falco non ci sarà più? Avrete voglia di avere un suo rappresentante, una sorta di successore, o ne farete a meno?
    Non voglio fare lo spiritoso ma è statisticamente inevitabile che un giorno rimaniate senza guida spirituale. Che cosa vi aspettate per quel giorno?
    Come cambierà il vostro modo di rapportarvi a Damanhur, alla spiritualità, a voi stessi, ai vostri compagni?
    Quanto fascino perderà, oppure acquisterà, la vostra avventura?
    Potrebbe essere che diminuiate di numero, perché verrà meno il carisma del capo. Oppure potreste aumentare, perché non ci sarà più la figura del “guru”, vero o presunto, che tiene lontane le persone…
    In genere i movimenti, una volta venuto meno il fondatore, tempo qualche anno e si sfasciano o perdono di identità: guardate i sannyasin che dopo la morte di Osho hanno preso ognuno a fare vita privata, la SRF che dopo la morte di Yogananda si è scissa negli Ananda, Scientology che dopo Hubbard ha dovuto imbarcare attori e volti noti per sopravvivere.
    Perché, secondo voi, a Damanhur non succederà?

  11. Quando Falco non ci sarà più? Vedremo! E’ un argomento del quale si parla, ci si confronta. Un altro Falco non ci sarà, probabilmente ci sarà una sorta di “garante della coerenza” con il progetto originario, per evitare che Damanhur andando avanti diventi qualcosa di diverso, com’è avvenuto a tante altre esperienze prima di noi, ma certo sarà una funzione diversa da quella che Falco riveste.
    Io credo che per alcuni damanhuriani sarà molto diverso, per altri sarà uguale, per altri ancora il bello comincerà allora. Sicuramente Falco ci mancherà perché si è guadagnato la nostra stima e il nostro affetto ma Damanhur è fatta per sopravvivergli. E poi, cosa significa “Quando Falco non ci sarà più”? Può significare “Alla sua morte”, ma può anche significare “Quando entrerà in silenzio” o “Quando andrà in Australia a fondare un’altra Damanhur”. Mille sono le possibilità…

  12. Questo successore potrà essere un “garante della coerenza” in una Damanhur che ha il cambiamento e il rinnovamento come garanzie della sua eternità, di Damanhur. Quello che adesso rappresenta Falco, perlomeno uno dei significati della sua presenza qui con noi, perlomeno questo è un mio pensiero al riguardo…

  13. Ho letto il sito di Stambecco Pesco ma parla parecchio di Damanhur e poco di Falco. Quello che voglio aprire è come è il rapporto tra maestro e discepolo, anche se Falco non è il “capo” di Damanhur è però lui quello che insegna. Quindi vorrei capire come lo fa, qual è il rapporto di obbedienza (nel quale non ci vedo niente di male, se è liberamente scelto), come è il confronto spirituale con lui. Grazie.

  14. Cara? Caro? Grognar, questa sì che è una domanda!
    Rispondo per primo, spero che poi lo facciano anche altri. Il rapporto fra una guida spirituale, come diciamo noi, e i suoi allievi, è un argomento complesso, nel nostro caso fatto di sfumature.
    La regola di questo blog è che ognuno racconti di sé ma in questo caso penso che sia meglio provare a dare una visione più ampia. Naturalmente, parlo del rapporto tra Falco e i damanhuriani. E naturalmente, può darsi che ci siano dei damanhuriani che non si riconoscono completamente quello che io scrivo.
    Falco è una situazione, un evento, una possibilità. E’ una persona, certo, ma non è su questo piano che si gioca il rapporto guida-allievo. Chi lo pensa, finisce per confondersi.
    Falco è un provocatore spirituale. Quando dico “provocatore” non intendo dire che urli, o che sia provocatorio o che ami essere paradossale e istrionico; intendo dire che lancia continuamente una serie di stimoli che poi lascia a noi interpretare o, come diciamo a Damanhur, “collocare” accanto a tutti gli altri. Raramente Falco chiude il cerchio: se fosse un favolista, direi che non spiega la morale delle storia che racconta. Questo non lo rende né facilmente comprensibile né sempre simpatico, se vogliamo. Ma neanche sulla facilità o sulla simpatia si gioca il rapporto guida-allievo.
    Il rapporto si gioca sulla capacità di ognuno di accogliere le sue provocazioni spirituali e di dare loro un significato.
    Mi è stato detto qualche volta che i suoi discorsi e i suoi scritti sono troppo semplici o approssimativi per essere presi così sul serio come noi facciamo: rispondo che se vediamo il problema da un punto di vista culturale, questo può essere vero; se lo vediamo da un punto di vista spirituale, questo è il vero valore del rapporto guida-allievo.
    E’ la nostra interpretazione che dà valore al suo messaggio, è l’investimento di noi stessi che facciamo in funzione di quegli stimoli. Non perché il suo messaggio da solo non ne abbia ma perché ne ha ben di più in funzione delle trasformazioni che innesca dentro di noi.
    L’insegnamento di Falco è come un appartamento privo di una parete: chi ci abita dentro, può dare un senso all’appartamento chiudendo quella parete, facendone la propria casa. Alcuni lo fanno con grande fantasia, altri cercando di ispirarsi al gusto del costruttore, altri ancora ci mettono del tempo a decidere come fare e qualche volta rivendono la casa, magari facendo anche causa al costruttore.
    E’ sempre l’allievo che sceglie la guida, non viceversa: questa, in ultima analisi, è la regola aurea del rapporto.

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