Con molto piacere parlerò su questo sito di un argomento che mi sta molto a cuore, l’educazione in Damanhur.
Quello educativo è un campo del quale mi interesso da sempre, anche prima di giungere in Damanhur, dove attualmente rivesto un ruolo di coordinamento delle realtà che interagiscono con finalità educative, perché vi sia una visione d’insieme che le colleghi tra loro.
In questo modo otteniamo il risultato di creare un un campo unito tra genitori, educatori, adulti, accumunati dalla volontà di trovare linee educative condivise e partecipate da tutti.
Una di queste è che l’educazione è fatta di esempio diretto: innanzi tutto i figli imparano da noi adulti per imitazione, se trasmettiamo loro valori positivi con il nostro stesso comportamento, saranno facilitati nello sviluppo di una mentalità autonoma ed aperta nei confronti della vita, utile per far attecchire e sviluppare i loro talenti individuali.
Da qui si capisce che il compito è impegnativo, implica un lavoro intenso di trasformazione da parte nostra, per integrare le diverse personalità che abbiamo strutturato negli anni, bilanciando gli aspetti di inconsapevolezza ancora presenti nel nostro stesso percorso di crescita.
In ogni caso, “nel bene e nel male”, l’educazione la fa la vita. Quello che vogliamo raggiungere con i nostri sforzi, è far diventare questo un progetto intenzionale. Non essere passivi e subire influssi su cui non abbiamo potere, come per es. quello dei messaggi dei mass media, o di una sottocultura consumistica, ma fare scelte intenzionali che ci facciano determinare la direzione della nostra vita.
In ogni caso, l’educazione la fanno i figli: sono loro che ci guidano verso nuove mete e sfide. Abbiamo tanto da imparare dai messaggi che i piccoli ci lanciano continuamente e che sono spunti di riflessione e crescita straordinari…per farlo occorre a nostra volta essere liberi da schemi precostituiti.
Per dare un contenitore a questo lavoro di consapevolezza personale e collettiva, a Damanhur abbiamo creato un modello di famiglia ed un modello di scuola che rispecchino i valori che vogliamo lanciare in questo nuovo millennio. Intendo approfondire questi aspetti nel prossimo intervento.
Ho partecipato con molto piacere ad alcuni incontri del ciclo di conferenze che avete organizzato alla Damanhur Crea, in particolare ho apprezzato moltissimo l’intervento di Luca Poma, portavoce di Giù le mani dai Bambini, pensate di scrivere qualcosa sui temi trattati? Intendo dire una specie di “atti del convegno”, mi interesserebbe molto, anche solo se in queste pagine, potessi portare una sintesi dello scambio avvenuto, grazie!
Le chiedo come strutturate l’educazione dal punto di vista scolastico. i vostri figli una volta terminata la vostra scuola possono inserirsi in strutture esterne? devono fare dei programmi di recupero delle linee Ministeriali italiane o tenete conto anche di questi aspetti?
Caro Victor, le nostre scuole preparano con un percorso scolastico che si integra perfettamente con quello delle scuole superiori esterne. Non c’è quindi bisogno di recuperi o altro per potervi accedere.
Piuttosto forniscono una formazione globale dell’individuo, supportandone la crescita da più punti di vista, con molte acquisizioni legate alla vita pratica, grazie alla ricchezza di stimoli che vengono formiti dalla scuola stessa, dalla famiglia e dall’esperienza dell’itineranza scolastica, nella quale i piccolo ed i ragazzi imparano muovendosi e viaggiando. Ciò che conta in questi viaggi è il saper cogliere occasioni ed opportunità di apprendimento in forma dinamica ed esperienziale. Queste occasioni sono molto importanti nel vissuto dei piccoli e dei ragazzi, perchè consentono di fare un’esperienza di gruppo completa, inserendo il ciclo giorno/notte, la relazione affettiva con le figure adulte e tra pari, oltre che con i genitori, i quali, per accordare la loro fiducia, (soprattutto per quanto riguarda i più piccoli) devono sentire un collegamento ed un’affinità vera con gli educatori.
Il mondo diventa aula, se si studiano per Storia i Romani, quale posto migliore di Roma per farlo? Questo fa amare in maniera diversa le materie, attraverso il condimento emozionale il “sapere” ha più “sapore”. I gruppi classe hanno così viaggiato in lungo ed in largo per l’Italia, ma sono stati anche in Africa,in America, Spagna, Francia, Inghilterrra, Germania, Croazia, ecc., visitato città d’arte e ambienti naturalistici, siti archeologici e musei interattivi ecc. Lo hanno fatto usando tanti mezzi di trasporto, dall’auto ai pulmini, dall’aereo al treno ed a volte hanno usato il mezzo stesso come progetto didattico, come nel caso delle itineranze fatte in barca a vela. Ed è tutta l’esperienza nel complesso ad essere progetto didattico, perchè forma alla vita e in questo rende i ragazzi meno vulnerabili alle suggestioni consumistiche del mercato ed alla perdita di valori.
Se ti interessa sapere altro possiamo entrare nel merito dei progetti e delle diverse fasce scolastiche e interpellare la responsabile della scuola,in modo che, se ne avrà piacere, ti risponda e ne partli direttamente.
Cara Libera, sono contenta che tu abbia partecipato ad alcui incontri del Ciclo che abbiamo voluto lanciare, per confrontarci su temi educativi salienti. E soprattutto che ti siano piaciuti!! Al momento abbiamo il materiale audiovisivo degli incontri che, una volta messo a posto, si potrebbe pubblicare sul blog, in modo che quanti accedono e sono interessati possano fruirne. Non è escluso che vengano preparati dei mini atti, delle monografie dinamiche sul succo del tema trattato di volta in volta in modo che possa essere resso accessibile quando serve. La tua richiesta è uno stimolo in più a farlo…e la colgo come occasione per iniziare a fare un’escursus dalla prima conferenza della dott. Cristiana Vignoli, passando da quella del “papà editore” Prabhat, continuando con Luca Poma, la dott.Chiara Sozzi fino a quella conclusiva del Ciclo, che si è tenuta l’altro ieri, sul modello educativo damanhiuriano. Nei prossimi giorni conto di iniziare ad esaudire la tua richiesta con una prima sintesi su uno dei temi trattati. Grazie ancora per lo spunto.
Sono molto fiero di avere un figlio che ha frequentato questa scuola perché ha davvero acquisito elementi che altrove non avrebbe avuto: forti valori etici e libertà di pensiero, capacità di muoversi in circostanze diverse, possibilità di viaggiare e conoscere il mondo e persone di varie culture, valorizzazione di ciascun individuo per ciò che è e sa fare. Questa scuola è davvero invidiabile e i suoi programmi sono una continua fonte di arricchimento umano più ancora che culturale in senso stretto.
trovo che in questo tempo, educare, sia una cosa difficile. Penso che la nostra società ci abbia portato ad essere diseducati e privi di valori, oltre a quelli apparenti ( soldi status simbol). tra le tante sfide che trovo oggi, una è questa: saper educare mia figlia secondo dei criteri che si discostano da quelli dell’attuale società commerciale. In questa sfida, trovo appoggio nella scuola familiare damanhuriana, che cerca di essere una scuola che insegna, fin dai primi anni, a contattare il mondo con esperienze sensoriali e pratiche. per me è importante sapere che mia figlia a scuola, oltre a cose pratiche ( colorare ecc. ) cominci a sviluppare i suoi talenti. Come genitore anche io ho bisogno di educarmi per poter educare lei. In questo mi sono di aiuto tutte le persone, anche al di fuori della scuola, che mi sostengono nell’educazione di mia figlia e con i quali cerco risposte ai problemi che mi si presentano.